No, la mongolfiera in realtà virtuale non è solo un effetto visivo: i sensori non invasivi leggono battito cardiaco e conduttanza cutanea collegati ai livelli di ansia

In breve

  • La piattaforma usa sensori non invasivi per battito cardiaco e conduttanza cutanea per modulare una mongolfiera virtuale.
  • Lo studio pubblicato mostra apprendimento del rilassamento già dopo cinque minuti di uso del dispositivo.
  • Il progetto PRIN BRAVE, finanziato dal Ministero, applica la realtà virtuale biofeedback alla terapia dell'esposizione per ansia sociale.

La piattaforma mette in relazione segnali corporei e uno scenario di realtà virtuale in cui una mongolfiera sale o scende in funzione del livello di ansia rilevato.

Il sistema utilizza sensori non invasivi per raccogliere dati sul battito cardiaco e sulla conduttanza cutanea, che il team interpreta come correlati a stati di ansia o rilassamento.

Studio pubblicato su Transactions on Affective Computing

Il team di bioingegneri del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa è coordinato da Alberto Greco ed Enzo Pasquale Scilingo.

La ricerca, apparsa sulle Transactions on Affective Computing, mostra che già dopo cinque minuti di uso del dispositivo le persone imparano a rilassarsi.

Secondo Alberto Greco, la persona che indossa il visore è monitorata con sensori non invasivi che raccolgono battito cardiaco e conduttanza cutanea; i dati sono inviati allo scenario di realtà virtuale che modula il movimento della mongolfiera in tempo reale.

Lo scopo del meccanismo è che, volendo far salire la mongolfiera, l’utente impara a regolare respirazione, battito e sudorazione per ridurre lo stress e aumentare il rilassamento percepito.

Progetto PRIN BRAVE coordinato dall’Università di Pisa

Il progetto BRAVE, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca, è coordinato dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa e coinvolge il Dipartimento di Patologia Chirurgica, Medica, Molecolare e dell’Area Critica di Pisa, con la partecipazione di Danilo Menicucci, e il Dipartimento di Informatica, Bioingegneria, Robotica e Ingegneria dei Sistemi dell’Università di Genova.

Nel PRIN BRAVE si applicano gli stessi principi di monitoraggio dei segnali corporei e realtà virtuale alla terapia dell’esposizione per il Disturbo d’Ansia Sociale.

Sergio Frumento, psicofisiologo e assegnista di ricerca al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, spiega che sono stati costruiti due scenari in realtà virtuale: una sala d’attesa che si riempie lentamente con persone che si avvicinano e cercano di interagire, e uno scenario in cui l’utente deve tenere un discorso in teatro davanti a un pubblico numeroso.

Il sistema stima in tempo reale il livello di ansia percepita attraverso le dinamiche cardiovascolari e la conduttanza cutanea per adattare dinamicamente il livello di stimolazione ansiogena, garantendo una terapia personalizzata e tollerabile.

La piattaforma, grazie alla sua flessibilità, è pensata per contesti clinici e non clinici e si presta ad applicazioni di telemedicina guidate a distanza, ad esempio per il trattamento di persone in ritiro sociale, incluse le persone definite come hikikomori.

Greco specifica che questa linea di ricerca si inserisce nelle attività del Centro 5.0 del Dipartimento, dove si sviluppano tecnologie Human-Centered progettate tenendo al centro le esigenze delle persone.

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