In breve
- Il report "Diritto, non crimine" è il primo documento italiano ed europeo che documenta la repressione delle proteste climatiche.
- Nel testo si elencano arresti, multe, fogli di via, DASPO e aumenti di pene per blocco stradale come strumenti repressivi.
- La Rete In Difesa Di e Osservatorio Repressione chiedono misure legislative e giudiziarie conformi agli impegni internazionali sui diritti civili.
Questa mattina a bordo della nave MV Arctic Sunrise di Greenpeace Italia, ormeggiata al Porto Antico di Genova, è stato presentato il primo rapporto italiano sull’ondata repressiva contro chi manifesta pacificamente per la protezione dei territori e la giustizia climatica.
Il documento si intitola “Diritto, non crimine. Per la Madre Terra, la giustizia sociale, ambientale e climatica” e rappresenta il primo rapporto redatto in Europa sul fenomeno, risultato di un lavoro collettivo coordinato dalla Rete In Difesa Di e da Osservatorio Repressione. Alla presentazione hanno preso parte Francesco Martone, portavoce di IDD; Ludovico Basili, giornalista e attivista; e Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia.
Presentazione a bordo della MV Arctic Sunrise
Il rapporto è nato da un gruppo di lavoro attivato dopo la visita in Italia, nell’aprile 2023, di Michel Forst, relatore speciale delle Nazioni Unite per i difensori dell’ambiente, nell’ambito della Convenzione di Aarhus. Da allora legali e avvocati dei movimenti No TAP e No TAV, rappresentanti della Rete In Difesa Di e organizzazioni tra cui Greenpeace Italia, Amnesty International Italia, Yaku, A Sud, Extinction Rebellion XR! Italia, Fridays for Future, Ultima Generazione, Osservatorio Repressione, Per il Clima fuori dal Fossile, Controsservatorio Valsusa e CASE Italia si sono incontrati periodicamente per scambiare esperienze e pratiche di repressione e difesa legale.
Nel rapporto si denuncia la crescente criminalizzazione della protesta pacifica per il clima, attuata tramite leggi, provvedimenti e processi contro chi pratica disobbedienza civile e azione diretta nonviolenta; attivisti vengono etichettati come “criminali”, “eco-vandali” o “nemici dell’ordine pubblico”. Il testo segnala che la torsione repressiva osservata in Italia riflette dinamiche internazionali e europee che negli ultimi anni si sono aggravate.
Francesco Martone, portavoce della Rete In Difesa Di, afferma che in Italia “disposizioni normative adottate ad hoc per contrastare, reprimere o dissuadere associazioni e movimenti” comportano “gravi restrizioni – se non violazioni – degli impegni” italiani sul rispetto delle libertà civili, di espressione, associazione e manifestazione, e sulla tutela dell’operato dei difensori dei diritti umani e dell’ambiente.
Richieste e appuntamenti del 5 luglio a bordo
Il rapporto documenta un aumento di azioni legali e amministrative nei mesi recenti: arresti, multe e misure preventive come fogli di via e DASPO. Il testo cita la gran mole di procedimenti aperti e lo spropositato numero di persone sotto indagine, l’introduzione di reati e circostanze aggravanti modellate sulle proteste ambientaliste e i reiterati aumenti delle pene previste per il blocco stradale, incluso quanto presente nella bozza del cosiddetto “Pacchetto Sicurezza” al vaglio del Parlamento.
Secondo il report, sanzioni pecuniarie spropositate e le alte spese legali costituiscono un disincentivo all’azione e mirano ad azzoppare la capacità di iniziativa di organizzazioni e movimenti, pregiudicando il diritto alla libertà di associazione. Ludovico Basili di Osservatorio Repressione chiede di contrastare le narrazioni che dipingono i difensori dell’ambiente come criminali, di garantire il diritto al ricorso a pratiche di disobbedienza civile e di abbandonare misure che producano un effetto dissuasivo sull’attivismo ambientale e climatico.
La presentazione è il primo appuntamento della due giorni promossa da Greenpeace Italia a Genova nell’ambito della spedizione “C’è di mezzo il mare” in difesa del Mediterraneo. Domani, venerd 5 luglio, alle ore 10.30 a bordo della Arctic Sunrise si terrà il convegno “Obiettivo 3030 – Proteggere il 30 per cento dei mari italiani entro il 2030”; l’incontro sarà moderato da Sara Del Dot e vedrà la partecipazione di Giuseppe Onufrio e Giuseppe Ungherese di Greenpeace Italia, Leonardo Tunesi di ISPRA, Giulia Bernardi di Blue Marine Foundation, Mauro Giorgio Mariotti, Lorenzo Merotti e Valentina Cappanera dell’Area Marina Protetta di Portofino, Ilaria Lavarello dell’Area Marina Protetta delle Cinque Terre e Pietro Cimmino del DISTAV dell’Università degli Studi di Genova, che presenterà il rapporto “Mare Caldo” risultante dai monitoraggi DISTAV e Greenpeace.
In giornata, la street artist Laika realizzerà un’opera ispirata alla campagna di Greenpeace per la protezione degli oceani e terrà una performance live alle ore 19.30 per terminare e esporre il proprio lavoro. Il testo integrale del rapporto è reso disponibile sui siti indifesadi. org e osservatoriorepressione. info.