No, non è solo un film: Il prezzo che paghiamo prodotto da Greenpeace Italia e ReCommon usa interviste e documenti storici per mostrare connessioni che chiamano a una verifica

Campo agricolo allagato con impianti petroliferi sullo sfondo

In breve

  • Greenpeace Italia e ReCommon hanno prodotto Il prezzo che paghiamo, realizzato da FADA Collective.
  • Il film documenta le storie di persone colpite da alluvioni e dall'estrazione di idrocarburi in Emilia-Romagna e Basilicata.
  • L'anteprima è il 23 maggio a Roma; proiezioni previste il 27, 28 e 29 maggio in altre città.

Il prezzo che paghiamo, documentario prodotto da Greenpeace Italia e ReCommon, racconta le storie delle vittime italiane della crisi climatica e ambientale ed è realizzato da FADA Collective.

Il film verrà presentato in diverse città italiane a partire dal 23 maggio. Il documentario alterna interviste, testimonianze dirette, analisi e documenti storici e scientifici per mostrare le connessioni tra estrazione di idrocarburi e impatti sociali, ambientali ed economici.

Interviste a Milena Gabanelli, Stella Levantesi e Davide Faranda

Tra le voci presenti nel documentario figurano Milena Gabanelli, autrice e giornalista del Corriere della Sera, e Stella Levantesi, giornalista climatica e autrice del saggio I bugiardi del clima.

Nel film compare anche Davide Faranda, Direttore di ricerca in climatologia del CNRS, il Centro Nazionale per la Ricera Scientifica francese, che fornisce analisi sul ruolo delle grandi aziende fossili.

Le interviste e le analisi mettono in luce come il potere delle compagnie fossili sia pervasivo nella società, dai media all’università, e come esse abbiano ignorato per decenni le indicazioni della comunità scientifica.

Testimonianze da Emilia-Romagna e Basilicata

In Emilia-Romagna il documentario racconta la vicenda di Maria Gordini, agricoltrice che ha perso la casa e la propria azienda a causa delle gravi alluvioni che hanno colpito la regione nel 2023 e nel 2024.

In Basilicata sono raccontate le storie di Camilla Nigro, Isabella Abate e Giorgio Santoriello, che vivono le conseguenze dell’attività estrattiva di gas e petrolio portata avanti sul loro territorio da ENI.

Il documentario segnala che nei territori citati, segnati da decenni di trivellazioni, si trova il più grande giacimento a terra di petrolio dell’Europa occidentale e che l’estrazione ha ricadute dalla contaminazione delle terre e delle acque fino alle alluvioni e ai fenomeni climatici estremi.

Realizzazione, musiche e prime proiezioni

Il documentario è realizzato da Sara Manisera. Le musiche sono di Gianni Maroccolo, noto per i lavori con Litfiba, CCCP e Marlene Kuntz, ed edite da Ala Bianca Group Edizioni Musicali.

La prima proiezione è programmata a Roma il 23 maggio nell’ambito del Festival delle Terre organizzato dal Centro Internazionale Crocevia. Dopo l’anteprima, sono previste proiezioni il 27 maggio a Le Serre di Bologna, il 28 maggio alla fabbrica Ex-Gkn di Campi Bisenzio a Firenze e il 29 maggio a Spin Time a Roma.

Per informazioni e richieste di proiezione è indicata la mail info@ilprezzochepaghiamo. it. Il materiale di approfondimento è disponibile nel presskit scaricabile citato nel comunicato stampa.

Tag

Lascia un commento