La più netta precisazione sul termine “aceto” arriva dall’emendamento al Disegno di Legge “Coltiva Italia” in Aula, e Federvini con il Consorzio ne evidenziano i passaggi

Bottiglie di aceti artigianali con etichette delle materie prime

In breve

  • L'emendamento del 4 agosto 2026 riserva la denominazione "aceto" ai prodotti da fermentazione agricola.
  • Il termine "aceto" deve essere accompagnato dall'indicazione della materia prima, come "aceto di vino" o "aceto di mele".
  • La norma vieta l'uso della denominazione per prodotti con acido acetico di sintesi e ora il testo passa al Senato.

Roma, 4 agosto 2026, Federvini e il Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena esprimono apprezzamento per l’approvazione di un emendamento al Disegno di Legge “Coltiva Italia” discusso nell’Aula della Camera dei Deputati.

Il comunicato cita l’approvazione di un emendamento di interpretazione autentica che chiarisce le modalità di utilizzo della denominazione “aceto” e indica i passaggi successivi per il testo di legge, incluso il successivo invio al Senato per l’approvazione definitiva.

Emendamento approvato il 4 agosto 2026

L’emendamento stabilisce che la denominazione di “aceto” è riservata ai prodotti ottenuti esclusivamente dalla fermentazione acetica di liquidi alcolici o zuccherini di origine agricola.

Il testo stabilisce inoltre che il termine “aceto” non potrà più essere usato in forma isolata ma dovrà essere sempre accompagnato dall’indicazione della materia prima agricola di origine, con esempi quali “aceto di vino”, “aceto di mele” o “aceto di riso”.

Il comunicato specifica che la denominazione non potrà essere utilizzata per prodotti contenenti acido acetico di sintesi, ponendo un divieto esplicito per tali formulazioni.

Secondo il testo, questo intervento normativa pone fine a un’incertezza interpretativa che si trascinava da alcuni anni e mira a tutelare la trasparenza verso i consumatori e la qualità delle produzioni italiane.

Dichiarazioni di Giacomo Ponti e Cesare Mazzetti

Il Presidente di Federvini, Giacomo Ponti, è citato con la dichiarazione: “L’approvazione di questo emendamento riafferma lo spirito originario della norma mettendo la parola fine a un’incertezza interpretativa che si trascinava da alcuni anni riconfermando un principio essenziale: la denominazione ‘aceto’ pu riferirsi esclusivamente a prodotti ottenuti dalla doppia fermentazione alcolica e acetica di materie prime agricole chiaramente individuate”.

Ponti aggiunge che la soluzione sostiene la trasparenza nei confronti dei consumatori e tutela le imprese che investono nella qualità, evitando che prodotti non comparabili possano beneficiare della stessa denominazione.

Il Presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena, Cesare Mazzetti, ha dichiarato che l’emendamento rappresenta un risultato importante per la filiera perché ristabilisce la certezza del diritto e principi chiari sull’etichettatura degli aceti.

Mazzetti afferma che la misura ridurrà drasticamente i casi di concorrenza sleale e permetterà una tutela efficace del consumatore, e riconosce l’impegno del MASAF e del Ministro Lollobrigida nella vicenda, oltre al lavoro della Commissione agricoltura della Camera dei deputati e del Parlamento.

Il comunicato indica che ora il testo, superato il vaglio della Camera, passerà al Senato per l’approvazione definitiva.

Per ulteriori informazioni il comunicato riporta il contatto: Paola Garifi con l’indirizzo email garifi@eprcomunicazione. it, e fornisce il recapito della sede: Via Ganaceto, 113, 41121 Modena, telefono +39 059 208621, fax +39 059 208623, e la partita IVA e codice fiscale 02163700368.

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