In breve
- PARTNER è un progetto triennale Erasmus+ coordinato dall'Università di Pisa, codice No.2024-1-IT02-KA220-ADU-000247653.
- Tra maggio e luglio 2025 si sono svolte sessioni di co-creazione in Francia, Grecia, Italia e Moldavia per progettare materiali formativi.
- Priorità individuate: salute mentale e prevenzione suicidi, igiene, gestione croniche, uso di sostanze, salute sessuale e primo soccorso.
Il progetto PARTNER, finanziato dal programma europeo Erasmus+, mira a migliorare la salute nelle carceri attraverso l’inclusione e la partecipazione delle persone recluse e del personale penitenziario.
Il progetto intende promuovere l’alfabetizzazione sanitaria mediante strumenti di educazione su misura, sviluppati con un approccio partecipativo che coinvolge detenuti, operatori e rappresentanti della società civile.
Sessioni di co-creazione, maggio-luglio 2025
Tra maggio e luglio 2025 il consorzio PARTNER ha organizzato una serie di sessioni di co-creazione nelle carceri di quattro paesi europei: Francia, Grecia, Italia e Moldavia.
Le attività hanno coinvolto detenuti, personale penitenziario e rappresentanti della società civile in dialoghi aperti per comprendere bisogni sanitari, percezioni e ostacoli all’accesso alle cure.
I partecipanti hanno contribuito attivamente alla progettazione del programma di formazione PARTNER, indicando contenuti, modalità e priorità per i moduli formativi.
Nei diversi contesti sono emerse sfide comuni: sovraffollamento, ritardi burocratici, carenza di personale medico e ricorso eccessivo ai farmaci senza adeguato supporto psicologico.
Consorzio guidato dall’Università di Pisa
Il consorzio PARTNER è coordinato dall’Università di Pisa, in Italia, e comprende il Centro Ospedaliero Universitario di Montpellier in Francia, l’Istituto Prolepsis in Grecia, l’ASST Santi Paolo e Carlo in Italia e l’Amministrazione Nazionale dei Penitenziari in Moldavia.
PARTNER è un progetto triennale, registrato con il numero No.2024-1-IT02-KA220-ADU-000247653, e finanziato dall’Unione Europea tramite il programma Erasmus+.
Il consorzio ha raccolto testimonianze dirette: in Grecia un partecipante ha detto, “Se non si soffre di dolori gravi, non si viene visitati dal medico. Bisogna gridare per farsi ascoltare”.
Un altro detenuto ha riferito: “Ci chiediamo a vicenda cosa prendere o come trovarlo; mi fido più del mio compagno di cella che dell’infermeria”.
Il personale penitenziario ha descritto condizioni di lavoro sotto pressione e risorse limitate: “Ci chiedono di fare prevenzione, ma noi corriamo da un’emergenza all’altra; non abbiamo tempo per nient’altro”.
Un membro dello staff ha osservato: “Non abbiamo psicologi che li visitino regolarmente; distribuiamo pillole, altrimenti non riusciamo a farcela”.
I risultati indicano priorità di salute comuni a tutti e quattro i paesi: la salute mentale e la prevenzione del suicidio sono emerse come priorità principali.
Altre aree di interesse identificate sono state: igiene, prevenzione delle infezioni, alimentazione, gestione delle malattie croniche, uso di sostanze, salute sessuale e riproduttiva e primo soccorso.
I partecipanti hanno sottolineato che la formazione deve essere interattiva, pratica e sensibile alle differenze culturali per essere efficace in contesti carcerari.
I risultati delle sessioni di co-creazione guideranno la realizzazione di materiali didattici e moduli di formazione destinati sia alle persone che vivono in carcere sia al personale penitenziario in Europa.
Il progetto mira a migliorare l’accesso alle informazioni sanitarie e a rafforzare la capacità delle comunità carcerarie di compiere scelte informate in materia di salute.
Per maggiori informazioni il progetto indica il sito partnerproject. eu e ricorda il finanziamento e la dichiarazione di responsabilità dell’Unione Europea e degli enti esecutivi citati.