In breve
- Due campagne di campionamento nel 2022 hanno analizzato 60 pozzi della rete ARPA Lombardia con analisi isotopiche e idrochimiche.
- Nelle aree irrigate l'eccesso idrico contribuisce tra il 50% e il 75% della ricarica, riducendo l'età media della falda a circa 35 anni.
- Le misure di mitigazione richiedono orizzonti temporali di almeno 15–20 anni per mostrare effetti sulla qualità delle acque sotterranee.
Nel 2022 ERSAF e l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente, hanno avviato una collaborazione scientifica per approfondire la relazione tra i tempi di rinnovo delle falde acquifere e le voci di ricarica idrica, con particolare attenzione alla contaminazione da nitrati nelle acque sotterranee lombarde.
Lo studio intende fornire a Regione Lombardia basi scientifiche utili alla gestione sostenibile delle risorse idriche sotterranee e sostiene le politiche agricole e ambientali di ERSAF, in particolare le attività del Dipartimento Agricoltura orientate alla tutela quantitativa e qualitativa della risorsa acqua.
Campagne 2022 su 60 pozzi ARPA Lombardia
Sono state effettuate due campagne di campionamento nel 2022 su 60 pozzi appartenenti alla rete di ARPA Lombardia. Le analisi condotte sui campioni sono di tipo isotopico e idrochimico, finalizzate a stimare l’età delle acque e le modalità di ricarica.
I prelievi hanno riguardato le aree di alta e media pianura lombarda, individuate come le principali zone di ricarica. In queste aree le condizioni sono prevalenti ossidanti, condizione che aumenta la vulnerabilità delle falde alla presenza di nitrati. Lo studio si è concentrato sugli acquiferi alluvionali della Pianura Padana, che evolvono da un acquifero superficiale non confinato nell’alta pianura a un sistema multistrato confinato e artesiano nella bassa pianura.
Risultati: ricarica 50-75% e età media 35 anni
I risultati indicano che nelle aree irrigate l’eccesso idrico derivante dall’irrigazione a scorrimento contribuisce tra il 50% e il 75% della ricarica totale delle falde. L’irrigazione a scorrimento è descritta come una pratica diffusa con bassa efficienza idrica, che determina perdite significative verso la falda favorendo sia la lisciviazione dei nitrati sia la ricarica idrica.
Le acque introdotte dalle pratiche irrigue sono caratterizzate come acque giovani, e la loro presenza riduce l’età media osservata delle falde a circa 35 anni. Nelle aree non irrigate l’età media delle acque risultata dalle analisi è di circa 50 anni.
Lo studio conclude che gli effetti delle misure di mitigazione sulla qualità delle acque sotterranee sono osservabili solo su orizzonti temporali di almeno 15-20 anni. Per questo motivo le strategie agronomiche e gestionali devono essere pianificate su periodi pluriennali per dimostrare efficacia nella riduzione della contaminazione da nitrati.
La ricerca sottolinea che una conoscenza approfondita del funzionamento del sistema acquifero rappresenta un supporto alla pianificazione degli interventi, orientando gestioni aziendali e pratiche agronomiche verso soluzioni progressivamente più sostenibili. La relazione finale dello studio è disponibile per il download sulla pagina dedicata, secondo quanto indicato nella documentazione di ERSAF.