In breve
- L3Harris realizzerà per la NASA un Engineering Test Unit del telescopio LISA interamente in Zerodur.
- La missione LISA creerà un triangolo di 1,6 milioni di miglia, ovvero 2,5 milioni di chilometri, tra tre satelliti.
- La prova LISA Pathfinder del 2016 ha dimostrato la fattibilità del controllo dei proof mass per la rivelazione delle onde gravitazionali.
NASA ha compiuto un passo decisivo nel contributo alla missione LISA con l’avvio della realizzazione di un telescopio di prova chiamato Engineering Test Unit che sarà progettato, assemblato e integrato da L3Harris Technologies.
La missione LISA, guidata dall’ESA, è prevista per il lancio a metà degli anni 2030. Il progetto prevede tre satelliti in un’orbita che segue la Terra, formando un triangolo con lati di 1,6 milioni di miglia, pari a 2,5 milioni di chilometri. Ogni satellite avrà due telescopi che trasmettono e ricevono raggi laser all’infrarosso per misurare variazioni infinitesime delle distanze dovute alle onde gravitazionali.
LISA schiera triangolo di 1,6 milioni di miglia
La configurazione dell’array prevede tre veicoli spaziali con lati lunghi 1,6 milioni di miglia, cioè 2,5 milioni di chilometri. I telescopi useranno fasci laser all’infrarosso per misurare cambiamenti della distanza molto più piccoli del diametro di un atomo di elio. Queste misure consentiranno di rilevare onde gravitazionali a bassa frequenza, tra cui la fusione di buchi neri supermassicci a miliardi di anni luce di distanza e coppie compatte di nane bianche, stelle di neutroni e buchi neri di massa stellare nella nostra zona cosmica.
L3Harris consegna Engineering Test Unit in Zerodur
NASA ha già ricevuto nel 2024 un prototipo che ha funzionato come unità di sviluppo ingegneristico e nel maggio 2024 è stato ispezionato in una camera pulita al NASA Goddard Space Flight Center; la superficie dello specchio è rivestita in oro. Ritva Keski-Kuha, responsabile del programma Telescopio LISA al Goddard, ha dichiarato che il nuovo telescopio rappresenterà l’ultimo esemplare pre-volo e la prima consegna ottica a ESA. A giugno dello stesso anno il team aveva consegnato anche un modello strutturale realizzato in metallo anziché in vetro per prove diverse.
Ogni telescopio è interamente realizzato in un composito vetro-ceramico di colore ambra chiamato Zerodur, scelto perché resiste alle variazioni di forma su un ampio intervallo di temperature. Oltre ai telescopi, il contributo della NASA include il sistema laser, dispositivi per gestire l’accumulo di carica sui proof mass, analisi dei dati per identificare e caratterizzare le sorgenti di onde gravitazionali e supporto scientifico e ingegneristico aggiuntivo. In ciascuno dei tre veicoli spaziali sarà presente una sfera di prova in oro e platino, detta proof mass, che il veicolo spaziale circonderà controllandone l’ambiente in modo che cada solo sotto l’influenza della gravità.
La dimostrazione che si possono ridurre le forze non gravitazionali sul proof mass al livello richiesto risale alla missione LISA Pathfinder del 2016. Ira Thorpe, scienziato di progetto della NASA al Goddard, ha spiegato che le variazioni misurate sono «più piccole del diametro di un atomo di elio» e che LISA rivelerà un mare di onde gravitazionali non accessibili agli osservatori terrestri. L’articolo è aggiornato al 8 ottobre 2026; l’editore indicato è Francis Reddy e il contatto riportato è Alise Fisher presso il NASA Goddard Space Flight Center.
