Questo trucco sulle cellule in coltura che sorprende i ricercatori scatena nei linfociti T CD8 una maggiore persistenza anti-tumorale secondo Nature Immunology

In breve

  • Una singola aggiunta di NaCl in vitro risveglia i linfociti T CD8 e ne aumenta la persistenza anti-tumorale.
  • Ricerca guidata da Enrico Lugli all’IRCCS Istituto Clinico Humanitas, sostenuta da Fondazione AIRC e CRI dal 2021.
  • I risultati sono preliminari e non giustificano un aumento dell’assunzione di sale nella dieta.

Una singola aggiunta di NaCl alle cellule in coltura risveglia i linfociti T CD8 e ne aumenta la persistenza anti-tumorale secondo uno studio pubblicato su Nature Immunology.

La somministrazione controllata di cloruro di sodio alle cellule T durante la fase di preparazione, prima dell’infusione nel paziente, ha mostrato in laboratorio capacità di attivare le cellule e di prevenire il loro stato di disfunzione chiamato esaurimento. Gli autori propongono che l’effetto sia mediato dall’azione del sodio, uno dei due ioni che compongono il sale, e non dalla componente cloruro.

Nature Immunology, pubblicazione e istituzioni coinvolte

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Immunology, e il gruppo di ricerca principale è quello dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas. Il laboratorio è guidato da Enrico Lugli, responsabile del Laboratorio di Immunologia Traslazionale e del Flow Cytometry Core presso Humanitas.

La ricerca è stata resa possibile dal programma 5 per mille della Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro ETS, guidata da Maria Rescigno. Il Cancer Research Institute, CRI di New York, sostiene il laboratorio di Lugli dal 2021, anno in cui il ricercatore ha ricevuto il CRI Lloyd J. Old STAR Award.

Il lavoro combina competenze di immunologia di base e potenziale clinico precoce, con collaborazioni che includono ruoli clinici e di sviluppo farmaci per l’oncologia. Il gruppo italiano è descritto nella fonte come l’unico in Italia ad aver ottenuto il premio CRI citato.

Il comunicato sottolinea il potenziale traslazionale della scoperta: se confermata in studi clinici, l’aggiunta controllata di NaCl alla fase di preparazione delle terapie cellulari potrebbe integrare le combinazioni di citochine e metaboliti già impiegate.

NaCl in vitro: effetto sui linfociti T CD8 e dati associativi clinici

Nel microambiente tumorale le cellule T CD8 possono entrare in uno stato di esaurimento che ne riduce proliferazione e funzionalità. Il gruppo guidato da Lugli studia da quasi dieci anni i meccanismi di esaurimento e strategie per invertirli, come riportato nella fonte.

Gli esperimenti di laboratorio riportati mostrano che una singola somministrazione di NaCl alle cellule T in coltura prima dell’infusione ne risveglia l’attività, aumenta la persistenza e previene l’esaurimento dopo il trapianto. I ricercatori attribuiscono probabilmente l’effetto al sodio, piuttosto che al cloruro, come meccanismo chiave.

Studi collaborativi con il dottor Matteo Simonelli, responsabile dello sviluppo clinico precoce di nuovi farmaci sui Tumori Solidi e della Neuroncologia di Humanitas Cancer Center, e con l’oncologa Agnese Losurdo, hanno rilevato che livelli ematici di sodio più elevati risultano associati a una migliore risposta all’immunoterapia, inclusi gli inibitori dei checkpoint.

I risultati sono per ora principalmente ottenuti su modelli di laboratorio e richiedono validazione clinica. Il testo della fonte specifica che i dati sono preliminari e che l’efficacia osservata nel protocollo di preparazione cellulare non si traduce in una raccomandazione d’aumentare il consumo di sale nella dieta.

La fonte avverte esplicitamente che un’assunzione dietetica prolungata di sale non attiverebbe il sistema immunitario contro il tumore a causa della bassa concentrazione sistemica e che, anzi, una dieta ricca di sale provocherebbe gravi danni cardiovascolari.

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