La scoperta più sorprendente non riguarda la corteccia ma una piccola struttura profonda, e la ricerca dell’Università di Pisa su Science Advances lo suggerisce sul pulvinar

In breve

  • Lo studio pubblicato su Science Advances è guidato dall'Università di Pisa con collaborazioni internazionali.
  • Due ore di deprivazione monoculare modificano la dominanza oculare e la connettività visiva misurata con risonanza 7 Tesla.
  • Il pulvinar riduce la sua influenza inibitoria sulla corteccia dopo deprivazione, consentendo la riattivazione della plasticità.

Una ricerca pubblicata su Science Advances dall’Università di Pisa mostra che il cervello adulto conserva un potenziale di plasticità visiva riattivabile dalla piccola struttura profonda chiamata pulvinar.

Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricercatrici dell’Università di Pisa in collaborazione con l’Università di Maastricht, l’IRCCS Fondazione Stella Maris e la Fondazione Imago7, e propone che modulare il ruolo del pulvinar apra prospettive per la riabilitazione visiva e cognitiva.

Esperimento con risonanza magnetica 7 Tesla

Il team ha misurato la connettività cerebrale con una risonanza magnetica funzionale a campo ultra-alto, 7 Tesla, che fornisce immagini ad alta risoluzione spaziale e temporale. La connettività è stata registrata due volte per ogni partecipante, una prima e una dopo la procedura sperimentale. La procedura sperimentale consisteva in una deprivazione monoculare a breve termine ottenuta con una benda su un occhio indossata per due ore. I risultati mostrano che la deprivazione di due ore altera la dominanza oculare e modifica la comunicazione tra le aree del sistema visivo.

Ruolo del pulvinar nella plasticità visiva

I dati indicano che il cambiamento indotto dalla deprivazione non è limitato alla corteccia, ma interessa soprattutto il pulvinar, che dopo la deprivazione riduce la sua influenza sulla corteccia cerebrale. Le ricercatrici hanno osservato che il pulvinar esercita un’influenza inibitoria sulla corteccia adulta e che la sua riduzione è sufficiente per aprire le porte alla plasticità, come dichiarato da Miriam Acquafredda: Il pulvinar, la cui funzione è ancora poco conosciuta, ha un’influenza inibitoria sulla corteccia adulta. Noi abbiamo osservato che dopo la deprivazione questa influenza diminuisce e tanto basta per aprire le porte alla plasticità.

Maria Concetta Morrone, professoressa dell’Università di Pisa e socia dell’Accademia dei Lincei, commenta che i risultati cambiano la prospettiva sull’organizzazione funzionale del cervello adulto, mostrando che strutture profonde come il pulvinar possono orchestrare la funzione della corteccia. Paola Binda, professoressa dell’Università di Pisa, collega lo studio alla linea di ricerca che considera il cervello come una macchina predittiva, spiegando: Quando le predizioni si scontrano con una realtà anomala, il meccanismo di generazione delle predizioni deve aggiornarsi. Pensiamo che sia proprio questo il segnale che innesca la plasticità.

Lo studio propone che comprendere e modulare il ruolo del pulvinar potrebbe permettere di misurare il potenziale plastico del cervello e prevedere l’efficacia delle terapie, offrendo nuove strade per la riabilitazione visiva e cognitiva negli adulti.

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