In breve
- TARTANET è coordinato dall'IZS Sicilia e finanziato dalla WOAH, iniziato a luglio 2025 per tre anni.
- L'IZSVe guida il WP3 che include isolamento di enterobatteri, studi fenotipici, analisi del microbioma e del resistoma.
- Missione a Monastir dal 9 all'11 febbraio 2026 e primo meeting annuale l'11 maggio 2026 a Palermo.
Il progetto TARTANET coinvolge l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) e mira a monitorare la salute delle tartarughe marine e i determinanti genetici di resistenza agli antibiotici nel Mediterraneo. Il progetto è coordinato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia e finanziato dalla World Organisation for Animal Health (WOAH). L’avvio è avvenuto a luglio 2025 e la durata prevista è di tre anni.
TARTANET è una cooperazione scientifica internazionale che coinvolge partner italiani, tunisini e marocchini per potenziare centri di recupero e monitoraggio lungo la costa del Nord Africa, formare personale sanitario e studiare la circolazione dei geni di antibiotico-resistenza. Il progetto presta particolare attenzione alla specie Caretta caretta e alla protezione dei siti di nidificazione e delle rotte migratorie. Il consorzio include istituzioni italiane, tunisine e marocchine per sviluppare pratiche standardizzate e capacità diagnostiche.
Partner: IZS Sicilia, IZSVe, INSTM, INRH e Università Abdelmalek Essaadi
Il coordinamento è affidato all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, che svolge il ruolo di Centro di referenza nazionale CRETAM sul benessere e la diagnostica delle tartarughe marine. Tra i partner figurano l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), l’Institut National des Sciences et Technologies de la Mer (INSTM) della Tunisia, l’Institut National de Recherche Halieutique (INRH) del Marocco e l’Università Abdelmalek Essaadi del Marocco. Il progetto è finanziato dalla World Organisation for Animal Health (WOAH).
Obiettivi: potenziare centri, formazione e studio dei determinanti AMR
TARTANET si propone di potenziare i centri di recupero e monitoraggio delle tartarughe marine lungo la costa del Nord Africa. Il progetto prevede la formazione del personale sanitario per standardizzare tecniche e procedure tra i partner. Un obiettivo centrale è lo studio della circolazione dei determinanti genetici di resistenza agli antibiotici nei campioni di Caretta caretta. Altri obiettivi includono migliorare la conoscenza delle rotte migratorie delle tartarughe e la gestione dei siti di nidificazione.
Attività WP3 dell’IZSVe
L’IZSVe è responsabile del Work Package 3, dedicato all’analisi e all’indagine della comunità microbica e della relativa antibiotico-resistenza nei campioni di Caretta caretta. Le attività previste comprendono l’isolamento di enterobatteri patogeni da campioni intestinali, cloacali e da uova. È previsto lo studio dei profili fenotipici di antibiotico-resistenza nei ceppi di enterobatteri isolati.
Il WP3 include inoltre l’identificazione e la caratterizzazione del microbioma delle uova e dei campioni intestinali/cloacali. Il progetto contempla lo studio del resistoma delle uova di tartaruga marina e dei campioni intestinali/cloacali. Queste attività mirano a delineare la circolazione dei geni di resistenza nel contesto della fauna selvatica marina.
Missione a Monastir, 9-11 febbraio 2026
Dal 9 all’11 febbraio 2026 una delegazione italiana composta da Giorgia Angeloni e Lisa Volpin, ricercatrici dell’Ufficio ricerca e cooperazione internazionale dell’IZSVe, ha effettuato una missione a Monastir, sede dell’INSTM. Durante la visita sono state presentate le attività previste dal progetto e le esperienze degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali coinvolti. All’incontro ha partecipato un ampio network di stakeholder scientifici, istituzionali e della società civile tunisini, tra cui INSTM, INRH, TAHEC, ONTT, TunSea e Notre Grand Bleu.
La delegazione ha effettuato la valutazione tecnica del laboratorio di biodiversità marina dell’INSTM attraverso visite in loco, osservazioni dirette e interviste al personale. Nell’analisi sono state considerate infrastrutture, pratiche di biosicurezza e biosecurity, sistemi di gestione della qualità, disponibilità di attrezzature, modalità di gestione dei campioni e competenze del personale. L’attività ha identificato punti di forza, gap tecnici e priorità di miglioramento per rafforzare le capacità diagnostiche e di ricerca del laboratorio tunisino.
La delegazione ha visitato inoltre gli uffici WOAH a Tunisi, dove le ricercatrici IZSVe hanno presentato le attività dell’ente nel settore dell’acquacoltura e i risultati del progetto Aquae Strength, conclusosi a fine 2025 e anch’esso volto a coinvolgere Marocco e Tunisia. La missione ha confermato l’integrazione del laboratorio tunisino nel network scientifico e istituzionale previsto dal progetto.
1° meeting annuale, 11 maggio 2026 a Palermo
Il primo meeting annuale del progetto TARTANET si è svolto l’11 maggio 2026 a Palermo, nella sede centrale dell’IZS Sicilia. L’incontro ha fatto il punto sulle attività svolte nel primo anno e ha offerto uno spazio di scambio scientifico e di rafforzamento della collaborazione tra i partner. La giornata è stata moderata dal direttore sanitario dell’IZS Sicilia, Roberto Andrea Balbo, e ha visto la partecipazione di rappresentanti della WOAH e delle istituzioni coinvolte.
Durante il meeting i partner hanno visitato i laboratori dell’IZS Sicilia. Roberto Andrea Balbo ha commentato: “Essere l’ente che guida, insieme all’IZSVe, un progetto di questa entità, supportato dalla WOAH, ci rende orgogliosi e conferma che l’IZS Sicilia è presente nello scenario della ricerca e della protezione della salute degli animali, dell’ambiente e dell’uomo”. La partecipazione a TARTANET è presentata come conferma dell’impegno dell’IZSVe nell’approccio One Health e nella cooperazione internazionale.