Oggi le città valutano misure come restrizioni ai veicoli più inquinanti e rafforzamento del trasporto pubblico: cosa cambia nella qualità dell’aria urbana secondo lo studio

In breve

  • Lo studio della Fondazione Filippo Caracciolo sottolinea che solo politiche integrate riducono stabilmente l’inquinamento urbano.
  • Napoli ha il 78% di auto con oltre dieci anni, Roma il 52%, Milano il 49% e Madrid il 69%.
  • BEV raggiungono il 4% del parco a Londra e Parigi, circa l’1% nelle città italiane.

Lo studio Qualità dell’aria e politiche di mobilità urbana. Città a confronto, realizzato dalla Fondazione Filippo Caracciolo e dal Centro Studi dell’Automobile Club d’Italia, sostiene che solo politiche integrate migliorano la qualità dell’aria urbana in modo duraturo.

Il rapporto elenca misure come restrizioni ai veicoli più inquinanti, rafforzamento del trasporto pubblico, promozione della mobilità attiva, rinnovo del parco circolante e migliore organizzazione dello spazio urbano come elementi necessari per riduzioni significative delle emissioni.

Confronto: Londra, Parigi, Madrid e Barcellona

Lo studio confronta le esperienze europee e indica che le città che hanno adottato misure strutturate e continuative registrano progressi maggiori nella riduzione di biossido di azoto e particolato. Londra viene citata come esempio più avanzato grazie all’introduzione e al progressivo ampliamento della Ultra Low Emission Zone, che ha accompagnato una sensibile riduzione delle concentrazioni di inquinanti e una diminuzione dei veicoli più vecchi. Parigi, Madrid e Barcellona mostrano che le zone a basse emissioni, se affiancate da politiche di trasporto pubblico e mobilità sostenibile, contribuiscono a migliorare la qualità dell’aria.

Lo studio sottolinea che la transizione funziona quando alle restrizioni corrisponde un’alternativa di mobilità concreta, accessibile e capillare, e indica il rafforzamento del trasporto pubblico e l’integrazione modale come condizioni necessarie.

Situazione: Roma, Milano, Torino e Napoli

Il confronto con le città italiane è eterogeneo: Milano ha sviluppato uno dei sistemi più avanzati a livello nazionale ma registra criticità sul fronte del PM10, mentre Roma mostra segnali di miglioramento con superamenti localizzati ancora presenti. Torino evidenzia progressi, seppure discontinui, e Napoli risente particolarmente di un parco auto molto anziano. Lo studio riporta quote di vetture con oltre dieci anni di età pari al 78% per Napoli, 69% per Madrid, 52% per Roma e 49% per Milano.

La diffusione delle auto elettriche (BEV) resta limitata: Londra e Parigi raggiungono il 4% del totale del parco, Madrid il 2,5% e le città italiane si attestano intorno all’1%.

Una parte centrale dell’analisi riguarda il potenziale emissivo del parco circolante a Roma, Milano, Torino e Napoli, calcolato ipotizzando percorrenze urbane medie annue di 2.000 km per veicolo. Lo studio mostra che le auto Euro 0-3 continuano a contribuire in misura significativa alle emissioni di monossido di carbonio, particolato e ossidi di azoto, con un peso emissivo particolarmente marcato a Napoli e Roma.

Il rapporto mette in evidenza che il semplice rinnovo del parco non basta: occorre accompagnare il rinnovo con un trasporto pubblico locale più efficiente, parcheggi di scambio, infrastrutture smart e misure per ridurre la dipendenza dall’auto privata, per ottenere riduzioni strutturali degli inquinanti.

Lo studio richiama inoltre la dimensione sanitaria: secondo le analisi citate dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, una significativa riduzione delle concentrazioni di particolato potrebbe diminuire del 15% all’anno la mortalità nelle città più inquinate. Il rapporto ricorda anche che, nell’Unione europea, il PM2,5 è responsabile di una perdita media di circa 8,6 mesi di aspettativa di vita, sottolineando l’importanza del miglioramento della qualità dell’aria come priorità di salute pubblica.

Il documento proviene da ACI Gov e da ACI Automobile Club d’Italia, come indicato dalla fonte, e conclude che la riduzione più efficace dell’inquinamento urbano si ottiene quando misure di restrizione sono integrate con alternative di mobilità concrete e accessibili.

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