In breve
- La collettiva del Lazio ha coinvolto 61 realtà in oltre 2.000 mq a Vinitaly 2026.
- I vini laziali hanno prevalso in tutti i blind tasting contro etichette italiane e francesi citate.
- La presenza istituzionale e i partner hanno rafforzato il posizionamento internazionale del Lazio.
La partecipazione del Lazio alla 58 edizione di Vinitaly ha registrato un bilancio positivo, con 61 realtà espositrici e uno spazio superiore a 2.000 mq.
La collettiva è stata curata da Arsial con il contributo della Camera di Commercio di Roma e ha raccolto attenzione da buyer, operatori e stampa specializzata provenienti da 135 Paesi, in una manifestazione che ha totalizzato 90.000 presenze.
Padiglione Lazio a Vinitaly 2026
Il Padiglione Lazio ha ospitato esposizione e attività in uno spazio di oltre 2.000 mq e ha mostrato un flusso costante di visitatori qualificati durante l’intera manifestazione.
Il padiglione ha ricevuto apprezzamenti per la qualità dell’allestimento, la chiarezza del racconto e la capacità di valorizzare in modo unitario l’identità regionale, con un concept costruito attorno alla Dolce Vita come espressione contemporanea del vino laziale.
La presenza istituzionale ha incluso la visita della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida.
Hanno partecipato inoltre il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, la Vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna, il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, l’Assessore Giancarlo Righini e il Presidente di Arsial Massimiliano Raffa, oltre a parlamentari e consiglieri regionali.
Risultati blind tasting e confronti con etichette internazionali
Le masterclass di blind tasting, realizzate in collaborazione con la Fondazione Italiana Sommelier, hanno posto i vini laziali a confronto diretto con importanti etichette italiane e francesi, senza il supporto del nome in etichetta e con il coinvolgimento del pubblico presente.
I vini del Lazio si sono affermati in tutti i confronti, con i risultati espressi dalla sala; il comunicato segnala che in ogni confronto hanno prevalso i vini laziali.
Gli esiti dettagliati indicano: Anthium di Casale del Giglio, risultato il più apprezzato nel confronto con il Corton Charlemagne Grand Cru 2023 di Domaine Jean Fery; Cesanese del Piglio Camere Pinte de L’Avventura, che ha prevalso nel confronto con il Sassicaia 2018 di Tenuta San Guido.
Proseguono i risultati: i Grechetto di Tenuta La Pazzaglia e Sergio Mottura “Poggio della Costa”, primi a pari merito nel confronto con il Trebiano d’Abruzzo di Valentini; Kius Pas Dosè di Marco Carpineti, che si è imposto nella sfida con Annamaria Clementi Millesimato Riserva di Ca’ del Bosco.
Altri confronti riportati: Bellone della Cantina Tre D, risultato il più apprezzato rispetto al Savennières Coulée de Serrant di Nicolas Joly; Roma Bianco di Federici, migliore nel confronto con il Pouilly Fumè Baron de L 2022 di Domaine Château du Nozet; Atina Cabernet Marcon Riserva di Masseria Barone, che ha prevalso nel confronto con lo Cheval Blanc 1er Grand Cru Classé 2011.
Il programma di degustazioni e incontri ha valorizzato vitigni autoctoni, denominazioni e territori, offrendo una rappresentazione articolata e contemporanea dell’offerta regionale e contribuendo al posizionamento internazionale del Lazio come sistema vitivinicolo strutturato e competitivo.
Il Presidente di Arsial, Massimiliano Raffa, ha commentato: Vinitaly 2026 ci restituisce un Lazio del vino più consapevole, più riconoscibile e, soprattutto, più competitivo. I risultati delle degustazioni alla cieca parlano chiaro: oggi i nostri vini non temono il confronto con le grandi etichette internazionali, anzi, lo cercano e spesso lo vincono.
Raffa ha aggiunto che il successo è il frutto di un lavoro lungo, fatto di qualità, identità e investimenti sul capitale umano e che il Lazio non è più una promessa. È una realtà che cresce, che convince e che ha ancora molto da esprimere.
Il progetto espositivo si è avvalso di sponsor e partner pubblici e privati: Blu Banca, la Camera di Commercio di Rieti Viterbo, la Camera di Commercio di Frosinone Latina, Acqua Filette, Ariccia Food e il Consorzio del Pecorino Romano DOP, che hanno contribuito al racconto integrato tra vino, territorio e filiera agroalimentare.