In breve
- Il punto di congelamento è 0ºC e il vento e il rapido scongelamento aumentano i danni.
- Segni: foglie bruciate, fiori imbruniti, gambi crollati e sintomi tardivi su legnose.
- Misure: scegliere specie rustiche, proteggere con tessuto, pacciamare, spostare vasi e potare dopo l'ultimo gelo.
Il gelo pu danneggiare i tessuti vegetali e i fiori, poiché il punto di congelamento è a 0C.
Il gelo colpisce giovani germogli, fiori e piante delicate più di strutture lignificate; l’entità del danno dipende da quanto rapidamente avviene il congelamento, dalla durata e dalla presenza di vento che asciuga la vegetazione.
Segni visibili: magnolia, camellia, dahlia
I segni del gelo possono apparire quasi subito o manifestarsi mesi dopo, specialmente nelle piante legnose. Le foglie giovani colpite in primavera mostrano bruciature e chiazze bruno-pallide tra le nervature, spesso sui margini esposti e sulle sommità delle piante, come accade su acer e Carpenteria.
Un gelo intenso invernale pu provocare l’imbrunimento e la perdita delle foglie di sempreverdi resistenti e, alla lunga, la morte della pianta, esempi citati sono bay (Laurus nobilis) e pittosporum. Le erbacee tenere come dahlia e canna possono vedere foglie annerite e gambi crollare dopo la prima gelata d’autunno.
I fiori e i giovani frutti sono vulnerabili alle gelate primaverili: possono sviluppare uno strato sughinoso all’estremità del frutto, come per le mele, oppure il gelo ai fiori pu far mancare la produzione di frutti. Le patate e i pomodori, piante orticole tenere, possono subire bruciature fogliari, imbrunimento o morte totale a seguito di gelate tardive.
Altre manifestazioni includono macchie fogliari dopo periodi prolungati di gelo su arbusti come Photinia e Garrya, fogliame che appare inizialmente imbevuto d’acqua e scuro per poi diventare nero, foglie di agapanthus molli e viscide e fuchsia con aspetto bruciato e avvizzito.
Meccanismi e protezione, punto di congelamento 0C
Le piante utilizzano diversi meccanismi per sopravvivere al gelo. Alcune isolano i tessuti conduttori dell’acqua in modo simile all’isolamento delle tubature per evitare che l’acqua interna alle cellule congeli; questo preserva i tessuti vivi.
Alcune specie accumulano sostanze come zuccheri e amminoacidi che agiscono da antigelo, abbassando il punto di congelamento del contenuto cellulare; questo accumulo è indotto dall’accorciarsi delle giornate autunnali. Un meccanismo più efficace è il sovragelamento, in cui il contenuto cellulare rimane liquido anche sotto lo zero, ma richiede giorni di freddo progressivo per attivarsi; per questo anche piante rustiche possono subire danni in caso di gelata autunnale improvvisa.
In climi estremi, come all’interno del Circolo Polare Artico, gli alberi possono spogliare le cellule dall’acqua e tollerare la disidratazione spostando l’acqua tra le cellule dove pu congelare senza danno, un adattamento che richiede un raffreddamento lento e prolungato. La ripetuta alternanza di gelo e disgelo, o uno scongelamento molto rapido, è particolarmente dannosa per le cellule vegetali.
Il vento peggiora il danno quando la temperatura è sotto lo zero: le correnti fredde rimuovono l’umidità dalle foglie sempreverdi più rapidamente di quanto le radici possano reintegrare, provocando bruniture alle punte e ai margini. Il gelo di suolo si definisce quando la temperatura del terreno scende sotto 0C; il gelo d’aria quando la temperatura dell’aria scende sotto 0C.
Per limitare i danni si possono adottare molte misure pratiche: scegliere specie affidabilmente resistenti al freddo e posizioni non soggette a piscina di aria fredda; evitare i cosiddetti “frost pockets” posizionando le piante al riparo o su pendii; coltivare piante leggermente tenere in posizioni soleggiate e riparate, ad esempio contro un muro esposto a sud.
Proteggere le piante con un doppio strato di tessuto non tessuto o vecchie coperte durante la notte quando è prevista gelata, pacciamare l’apparato radicale di sempreverdi, conifere, arbusti teneri e perenni tenere con uno spesso strato di materia organica per impedire il congelamento del terreno, e spostare i vasi in zone riparate avvolgendo i vasi con pluriball.
Altre raccomandazioni: fornire adeguata riscaldamento o isolamento in serra per le piante tenere durante l’inverno; lasciare la vecchia vegetazione di stagione su piante più delicate, ad esempio i penstemon, fino alla primavera per protezione; sollevare o riparare piante tenere come banani e felci arboree avvolgendole se non è possibile spostarle; interrare o conservare i tuberi e i rizomi di dahlia, canne, pelargonium e fuchsia prima delle prime gelate.
Proteggere frutti e fragole dal gelo impacchettandoli con felci o paglia. Evitare concimazioni ad alto contenuto di azoto a fine stagione, perché stimolano crescita tenera e suscettibile al gelo. Evitare di esporre piante al sole del mattino subito dopo una gelata perché uno scongelamento troppo rapido pu danneggiare fiori e germogli, fenomeno particolarmente dannoso per camelia e magnolia.
I periodi consigliati per piantare annuali da aiuola dopo il rischio di gelate sono indicati per regioni inglesi: inizio maggio a Londra e nel sud-ovest, metà maggio nel sud dell’Inghilterra, fine maggio per gran parte di Inghilterra e Galles e giugno in Scozia e nelle zone collinari del nord d’Inghilterra e del Galles. Prima di mettere le piante all’aperto, si deve sempre far loro fare l’indurimento.
Dopo un danno da gelo, se non sono previste ulteriori gelate, si devono potare i tessuti danneggiati tagliando fino a tessuto sano o a un germoglio laterale sano. Dopo la potatura, si pu applicare un top dressing di concime generico, per esempio Growmore, alla dose raccomandata dal produttore per favorire forte ricrescita.
Se una recinzione o un siepe crea un “frost pocket”, valutare l’apertura di una breccia o la rimozione di parte della vegetazione bassa per migliorare il deflusso dell’aria fredda. Il gelo pu sollevare arbusti appena piantati dal terreno: controllare e riformare il terriccio intorno alle piante. Considerare la creazione di una cintura frangivento in giardino dove l’esposizione ai venti freddi è un problema.
Non eliminare subito una pianta colpita: molte specie possono rigenerare da gemme dormienti a livello del suolo o subito sotto; la ripresa pu richiedere tempo e spesso si vede solo a inizio estate. Se la pianta è amata o il suo aspetto non compromette la composizione, attendere fino a metà estate; se entro allora non è comparsa nuova crescita, sostituirla.
